Mercoledì delle ceneri: 14 Febbraio 2024 – inizio della Quaresima

Mercoledì delle Ceneri

S.Messa e imposizione delle Ceneri

Ore 19: Collegiata Parrocchiale di S.Giustina – Piazza del Comune Mondolfo

Ore 21:  Ponterio

Il Mercoledì delle ceneri la Chiesa raccomanda il digiuno; nel Venerdì di Quaresima l’astinenza dalle carni.

Che cosa intende la Chiesa per “giorno di digiuno?”. Intende un giorno con un solo pasto e senza carne, ma ognuno sceglie la modalità più adatta alle proprie necessità.

MESSAGGIO DEL SANTO PADRE FRANCESCO PER LA QUARESIMA 2024

La Quaresima – che inizia con il mercoledì delle ceneri – è un vero e proprio tempo sacramentale (cf Colletta, I domenica), dal duplice carattere penitenziale e battesimale (cf SC 109). Essa non è soltanto preparazione alla Pasqua, ma vera e propria iniziazione sacramentale ad essa, attraverso un percorso che, coinvolgendoci integralmente, ci predispone alla celebrazione del mistero pasquale. Per i catecumeni, alla prima; per i cristiani, a un’esperienza sacramentale in un rinnovato spirito battesimale.

Tale centratura battesimale della Quaresima, che per i catecumeni si esprime nell’ultima fase che precede l’iniziazione sacramentale, per tutti i cristiani mira ad aprire un percorso di memoria grata ed umile dell’evento che ci ha indelebilmente innestati a Cristo nella Chiesa col Battesimo, che si fa anche invocazione di perdono e riconoscimento di conversione, propri dell’opacità e dell’ambiguità della nostra condizione, di chi è già in cammino, ma non è ancora arrivato. Per questo, nella durata simbolica dei 40 giorni – tempo biblico del peregrinare dell’uomo sulla terra, tempo di attesa, di lotta, di ricerca – la Chiesa si lascia introdurre in un intenso itinerario di conversione, che ha per cardini l’ascolto orante della Parola di Dio, le celebrazioni liturgiche e sacramentali, il digiuno e la carità.

Queste tipiche “armi del combattimento” del tempo quaresimale siano vissute nel sapiente equilibrio tra il coinvolgimento personale e quello comunitario e sociale, e tra dimensione interna ed esterna degli atti e dei gesti compiuti, secondo le possibilità concrete dei fedeli, e in modalità consone al tempo attuale (cf SC 110). Infatti non c’è né fede né peccato che siano solamente individuali, né esterno e interno possono procedere in maniera dissociata.

Tali pratiche, appartenenti alla ricca tradizione ecclesiale, si prestano ad essere luoghi in cui ciò che si compie esteriormente diventa porta di accesso alla nostra interiorità e ci rende disponibili alla grazia vivificante di Dio, e il rinnovamento e la conversione interiori danno forma ai nostri gesti, ai nostri atti, alle nostre scelte (cf Orazione dopo la comunione, mercoledì delle Ceneri).

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