
Ricorre la XXXIV Giornata Mondiale del Malato. A Mondolfo, nella Collegiata Parrocchiale di Santa Giustina, martedì 10 febbraio 2026 alle ore 18 Santa Messa con preghiera per malati e sofferenti; Sacramento dell’Unzione degli Infermi.
Quest’anno, il titolo scelto per la XXXIV Giornata Mondiale del Malato ci riporta alle basi della fede e delle buone opere con “La compassione del Samaritano: amare portando il dolore dell’altro”.
Sullo sfondo di ogni sforzo diocesano, negli ospedali, nelle RSA, nelle case di comunità e di risposo e nel domicilio di ogni persona che vive la stagione della sofferenza, ci accompagnano le parole del Santo Padre Leone XIV. Egli, nel suo “messaggio annuale”, parla di guarigione, che è qualcosa di più ampio e profondo del semplice curare le malattie. Ci viene offerto il grande esempio del Buon Samaritano, non da ammirare ma da imitare. Il Papa ci fa riflettere rispetto a come trattiamo i malati, gli anziani, i disabili e i poveri che vivono intorno a noi. Dovremmo essere capaci di incontrare chi soffre e rispondere prontamente al suo grido di aiuto. “Ero malato e mi avete visitato” (Matteo 25,36): Gesù spiega quanto ci è vicino, quanto è facile incontrarlo, se abbiamo il coraggio di tendere la nostra mano “a uno di questi nostri fratelli più piccoli” (Matteo 25,40).

La Casa di Comunità Bartolini a Mondolfo – cenno di storia
La Casa di Comunità Bartolini ha origini antiche a Mondolfo. Presente sin dal Medioevo un ospedale nella città fortificata sul mare, in epoca moderna la struttura trovava sede – per evidenti ragioni di sicurezza sanitaria e non solo – fuori dalle mura castellane nelle case che prendono oggi significativamente nome di Borgo Ospedaletto. Il 27 agosto 1802 con proprio testamento il ricco commerciante mondolfese Giuseppe Bartolini dichiarava al notaio: “Miei eredi universali proprietari, ed usufruttuari fò, istituisco, e colla mia propria bocca nomino e voglio, che siano tutti i poveri Infermi di questa Terra [di Mondolfo] e di lei Territorio, ed erigersi un Ospedale, quale voglio sia denominato Ospedale Bartolini”. Entrato in funzione alcuni anni dopo, il nosocomio ha conosciuto diverse stagioni sino ad avere anche 115 posti letto, per essere poi dagli anni ’80 del Novecento riorganizzato ed infine trasformato in Casa della Salute e poi Casa di Comunità Bartolini con lungodegenza, distretto, poliambulatori, servizi sociosanitari a particolare vantaggio della bassa Valcesano.
